Storia del Pane

Il Pane è cultura, anzi scultura.

Non creta o marmo, ma materia viva e profumata che ha accompagnato l'uomo nella sua evoluzione. Gallette di pasta lievitata cotte su pietre riscaldate esistevano già nel Neolitico, ma secondo una leggenda, sembra che la storia del pane cominci in Egitto, diecimila anni prima di Cristo. Qui durante una delle sue piene, il Nilo penetrò nei magazzini imperiali dove era racchiusa la farina e diede vita all'impasto.Erodono racconta che, mentre gli altri popoli gettavano via la pasta inacidita, gli egiziani la conservavano gelosamente. In ogni casa egizia era custodita come se fosse cosa sacra poiché come per magia, rendeva il pane soffice e fragrante.

Né gli Etruschi, né i Romani conoscevano il pane fermentato: essi mangiavano la "puls", una poltiglia di cereali con latte e burro. Furono i fornai greci, portati a Roma come prigionieri, dopo il 168 a.C., a diventare i primi panificatori di Roma. Da allora il pane non mancherà sulla tavola dei Romani, che ne produrranno diversi tipi a seconda dell'uso e del grado sociale del consumatore.

Si può dire che vi fossero tre qualità di pane: il pane nero per le classi meno abbienti, il panis secundarius più bianco ma non finissimo, il panis candidus, pane di lusso destinato alla tavola imperiale. Vi erano, infine, l'ador destinato ai sacrifici, il nauticus per le flotte, l'ostrerarius che si mangiava con le ostriche, il gradilis di qualità molto scadente. Il gradilis veniva distribuito gratuitamente al pubblico nell'anfitetatro, poiché la politica dell'epoca contava di ottenere il consenso sociale attraverso l'assistenzialismo. Di qui la proverbiale espressione dello scrittore Giovenale "panem et circensem".

Testimonianze di scrittori greci e latini, ci confermano la diffusione di culti che celebravano e propiziavano la fertilità dei raccolti con feste annuali e primaverili in onore di Demetra o Cerere, dea delle messi... In epoca cristiana il pane si è ormai diffuso ed è penetrato nella vita quotidiana, tanto da assumere valore simbolico nelle parole che Gesù diceva e nei miracoli che compiva. La Bibbia fa cenno ai pani azzimi che venivano offerti a Dio per celebrare la Pasqua ebraica, ma in genere in tutti i testi liturgici e nelle preghiere vi erano riferimenti al pane. Nel Medio Evo, l'arte del pane è messa in atto soprattutto nel convento, dove si prepara il pane destinato ai poveri.



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